Veterinari

 

farmaci-veterinari-genericiChe cos’è un medicinale veterinario?

  • ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie animali;
  • ogni sostanza o associazione di sostanze che possa essere utilizzata sull’animale o somministrata all’animale allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un’azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.

 

Che cos’è un dispositivo medico veterinario?

La definizione di dispositivo medico veterinario è sovrapponibile a quella degli analoghi dispositivi impiegati in clinica umana. Tuttavia esistono alcune tipologie di prodotti usati in medicina umana a confine tra medicinali e dispositivi medici che, secondo la classificazione riportata nella relativa normativa nazionale e comunitaria di settore, possono venire oggi inquadrati anche come dispositivi medici. In base alle disposizioni comunitarie e nazionali vigenti sui medicinali veterinari questi prodotti continuano invece a ricadere nella definizione di medicinale veterinario.

 

Un dispositivo medico veterinario è un dispositivo medico composto da :

    • uno strumento
    • un apparecchio
    • un impianto
    • un software
  • sostanza (salvo quelle contemplate nell’art. 1 del DLvo 193/2006) o altro prodotto destinato dal fabbricante ad essere impiegato sull’animale a fini di:

 

  1. diagnosticare, prevenire, controllare, curare o attenuare di una malattia;
  2. diagnosticare controllare, curare, attenuare o compensare una ferita o di un handicap;
  3. studiare, sostituire o modificare dell’anatomia o un processo fisiologico;
  4. intervenire sul concepimento,
  5. riconoscimento o di identificazione la cui azione principale voluta nel o sul corpo dell’animale non sia conseguita con mezzi farmacologici né immunologici né mediante metabolismo, ma la cui funzione possa essere assistita da questi mezzi.

 

Cos’è un dispositivo medico veterinario per la diagnostica in vitro?

Un dispositivo medico veterinario per la diagnostica in vitro è un dispositivo medico composto da :

  • un reagente
  • un prodotto reattivo
  • un calibratore
  • un materiale di controllo
  • un kit
  • uno strumento
  • un apparecchio
  • un’attrezzatura o sistema utilizzato da solo o in combinazione destinato dal fabbricante ad essere impiegato in vitro per l’esame di campioni provenienti dal corpo dell’animale, unicamente o principalmente allo scopo di fornire informazioni su uno stato fisiologico o patologico su una anomalia congenita, informazioni che consentono la determinazione della sicurezza e della compatibilità con potenziali soggetti riceventi, informazioni che consentono il controllo delle misure terapeutiche.

 

Dispositivo medico o medicinale veterinario?

Alcune sostanze “border line” utilizzate sia nella clinica umana che veterinaria (creme e unguenti adiuvanti della cicatrizzazione, gel a base di acido ialuronico per infiltrazione intra – articolare, etc.), in base alla classificazione riportata nella relativa normativa umana di settore, nazionale e comunitaria, possono venire oggi inquadrate anche come dispositivi medici.

Tali prodotti nel settore veterinario, in assenza di una specifica normativa sui dispositivi medici veterinari, continuano a ricadere nella definizione di medicinale veterinario riportata nel Dlvo 193/2006 in quanto presentano indicazioni terapeutiche o profilattiche in relazione all’effetto farmacologico delle sostanze in essi contenuti.

 

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LEISHMANIOSI CANINA come si può prevenire?

La Leishmaniosi canina è una grave malattia causata da protozoi del genere Leishmania, microrganismi che vengono trasmessi tramite la puntura di alcuni insetti, che fungono da vettori, i flebotomi (detti anche pappataci), in pratica quei fastidiosi insetti che sembrano moscerini o piccole zanzare, che pungono anche le persone e che sono particolarmente attivi dall’alba  al tramonto, in primavera inoltrata e in estate.

Questa malattia è abbastanza grave perché comporta numerosi problemi all’animale, è di difficile diagnosi, complicata da curare e inoltre può anche essere agente zoonotico, cioè è una malattia che può essere trasmessa dall’animale all’uomo (sempre mediante puntura di insetto), cosa che avviene in Italia per circa 150-200 casi all’anno.

Fino a qualche anno fa, le aree endemiche per la Leishmania (cioè i posti in cui si rinvenivano insetti vettori infetti) erano limitate alle zone costiere e al sud d’Italia, mentre negli ultimi anni queste aree si sono estese a coprire anche zone entroterra ed arrivare persino in Piemonte e altre regioni prima indenni.

 

SINTOMI CLINICI:

Questa malattia può provocare la comparsa di numerosissimi sintomi clinici dai quali si può solo sospettare la possibilità dell’infezione. La certezza della diagnosi si ha solo tramite l’utilizzo di test diagnostici.

I sintomi sono principalmente causati dalla risposta anticorpale dell’organismo ospite e sono assimilabili a patologie da immunocomplessi.

Tra i sintomi possibili troviamo: problemi cutanei, ingrossamento dei linfonodi, febbre, apatia, dimagramento e atrofia muscolare, problemi renali ed epatici, alterazioni degli occhi, dolore, zoppia, diarrea, epistassi, crescita accelerata delle unghie, ittero, sincope, tosse e molti altri. I cani possono manifestare uno o più sintomi di quelli sopra descritti, ciò dipende dalla costituzione del cane e dalla sua sensibilità all’infezione nonché dallo stadio della malattia.

 

DIAGNOSI:

Esistono diversi metodi per diagnosticare la Leishmaniosi che vanno dall’identificazione diretta del parassita alla rivelazione degli anticorpi sviluppati (dall’organismo infetto) contro di esso e possono essere effettuati sul campioni biologici come urine, sangue e su prelievi citologici di linfonodi, midollo osseo o milza.

E’ possibile effettuare un test di screening per la Leishmaniosi di tipo immunocromatografico di nuova generazione (Speed Leish K – Virbac) che si basa sulla ricerca di anticorpi (prodotti dal corpo ospite) sviluppati nei confronti delle Kinesine, sostanze prodotte specificatamente dalle leishmanie in replicazione nell’organismo ospite; per eseguirlo è necessario un prelievo di poco sangue effettuabile in qualsiasi momento (non è necessario che l’animale sia a digiuno). La sensibilità del test riportata dalla casa produttrice è del 98%, con una specificità del 100%. Nel caso in cui il test risulti positivo vi verrà proposto di approfondire le indagini per accertare con sicurezza l’effettiva presenza della malattia e specificare qual è il grado di coinvolgimento dell’organismo.

 

 

CURA:

il trattamento nei confronti di Leishmania determina frequentemente un miglioramento dei segni clinici fino anche alla scomparsa, ma quasi mai si può arrivare alla guarigione effettiva dalla malattia quindi il cane rimane infetto da Leishmania con potenziali recidive a livello clinico e rimane potenzialmente infettivo per i flebotomi. Esistono diverse tipologie di cure con numerosi prodotti, ma quasi tutte presentano svariati effetti collaterali e talvolta non sono di facile impiego.

 

PREVENZIONE:

Una delle strategie più efficaci per prevenire la Leishmaniosi è evitare di farsi pungere attraverso l’uso di sostanze repellenti che possono essere utilizzate in varie modalità: collari repellenti (SCALIBOR), spray repellenti (NEO ERLEN), formulazioni a rilascio prolungato che hanno effetto repellente fino ad un mese (ADVANTIX).

 

NEO ERLEN spray 200 ml:

può essere usato nel cane e nel gatto per la disinfestazione da parassiti (pulci, pidocchi, zecche e zanzare), sia su aree circoscritte infestate, sia per ricoprire tutto il mantello dell’animale con un velo di prodotto; in questo caso l’azione disinfestante e insetto-repellente perdura per circa una settimana.

 

 

Il collare antiparassitario SCALIBOR è indicato per la disinfestazione da pulci e zecche. Scalibor è adatto ai soli cani e offre una protezione antiparassitaria di circa 5-6 mesi.

Esso può essere utilizzato anche per prevenire la comparsa e la diffusione della leshmaniosi nel cane; infatti la deltametrina, il principio attivo del collare Scalibor, ha il compito di proteggere il cane da punture indesiderate in modo efficace e duraturo.

ADVANTIX è un l’antiparassitario che fornisce una tripla protezione contro pulci, zecche e zanzare.

  • ·         Repelle le zecche e uccide quelle venute a contatto con la cute.
  • ·         Impedisce alle pulci di pungere e quindi le elimina.
  • ·         Imidacloprid è efficace anche contro le larve di pulce presenti  nell’ambiente circostante il cane trattato.
  • ·         Repelle zanzare e flebotomi.

Advantix è contenuto in pipette monodose ed è semplice da applicare: basta suddividere il contenuto della pipetta in uno o quattro punti compresi tra le scapole e la coda.

 

 

Dal 2012 esiste in commercio un “vaccino” chiamato CANILEISH® della Virbac che consente di fornire all’animale una buona protezione nei confronti della Leishmania, in pratica è in grado di stimolare la risposta cellulo-mediata dell’organismo senza favorire la risposta anticorpale che è normalmente responsabile della maggior parte dei sintomi. Il vaccino è piuttosto caro e può essere somministrato solo ad animali sani, di almeno sei mesi, che non siano sieropositivi alla malattia e il protocollo di prima vaccinazione prevede un ciclo di tre iniezioni da somministrare con un intervallo di tre settimane l’una dall’altra. L’immunità è da considerarsi attiva dopo quattro settimane dal completamento del primo ciclo vaccinale. Per mantenere la copertura vaccinale è richiesto un richiamo annuale singolo. È un vaccino sicuro che fornisce una buona protezione all’organismo, ma è comunque consigliabile effettuare la profilassi ambientale mediante l’utilizzo di prodotti che consentono di ridurre efficacemente le possibilità che i nostri cani vengano punti da flebotomi e quindi infettati.

 

In conclusione è quindi importantissimo proteggere i cani sani dalle punture degli insetti vettori della malattia, ma anche i cani già infetti in quanto questi fungono da serbatoio della malattia e inoltre se vengono superinfettati si potrebbe assistere ad un peggioramento della sintomatologia clinica.

È vivamente consigliata anche la prevenzione ambientale riducendo l’esposizione del cane ai vettori (tenere il cane in casa di sera e di notte) e utilizzando prodotti repellenti per l’ambiente.

Si consiglia di eseguire un test di screening ogni due anni, in particolare per gli animali che vivono in zone endemiche o soggiornano anche solo per brevi periodi in aree infette.

 

 

Per approfondimenti sul vaccino:  http://www.leishmania.it/?p=1283

 

La degenerazione articolare nel cane: quali sono le sostanze utili.

Con l’aumentare dell’età, i problemi della degenerazione articolare nei cani sono molto comuni, si stima infatti che un cane su quattro sia affetto da osteoartrite. Identificare i sintomi della malattia è spesso difficile se non ci si affida ad un veterinario. Anche i gatti possono essere colpiti da osteoartrite ma, nel loro caso, la diagnosi risulta davvero difficoltosa. Poiché il trattamento precoce di patologie come l’osteoartrite può rallentare la progressione della malattia, è davvero molto importante rilevare con prontezza eventuali segnali di problemi articolari nel cane e nel gatto.

Per capire se il proprio animale soffre di  dolori articolari, non bisogna sottovalutare alcuni segnali o cambiamenti nelle abitudini. Elenchiamo alcune segnali che non si devono sottovalutare:

1)  Irrigidimento nella deambulazione dopo un esercizio fisico e difficoltà ad alzarsi e camminare dopo un periodo di riposo

2)  Minor predisposizione all’attività fisica e difficoltà nel saltare o scendere da luoghi generalmente graditi come il letto o il divano

3)  Difficoltà o poca propensione a salire e scendere le scale

4)  Tendenza a miagolare o ringhiare quando viene accarezzato

5)  Perdita dell’appetito.

L’osteoartrite è una patologia che porta alla graduale degenerazione della cartilagine articolare. Le estremità ossee coinvolte nella giuntura non sono più protette e si trovano a dover assorbire direttamente gli shock meccanici normalmente attutiti dalle cartilagini.
Con un po’ di attenzione potrete aiutare il vostro cane o gatto di vivere meglio e più a lungo rallentando i sintomi dolorosi dovuti ai problemi articolari tramite la diagnosi precoce, il controllo del peso (il peso eccessivo danneggia le articolazioni di gatti e cani), l’attenzione ad evitare traumi e sforzi eccessivi delle articolazioni attraverso attività fisica troppo intensa.

Oltre questi accorgimenti, possiamo aiutare i nostri amici animali attraverso una alimentazione corretta ed equilibrata, che apporti i componenti necessari per una buona crescita nei cuccioli e per limitare nei limiti del possibile i problemi dell’ età avanzata, negli esemplari più anziani. Per far questo in molti casi è opportuno apportare queste sostanze attraverso dei supplementi.
In alcuni casi pero’ è necessario il trattamento farmacologico, che consiste generalmente nella somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei; questa scelta non è condivisa in tutti i casi, a prescindere dagli inevitabili effetti collaterali (gastrointestinali e urinari), in quanto si ritiene che tali farmaci potrebbero essere addirittura responsabili dell’accelerazione del processo degenerativo.

Altri farmaci che potrebbero essere utilizzati nel trattamento della displasia dell’anca sono i corticosteroidi; il problema fondamentale di questa tipologia di farmaci è la controindicazione all’utilizzo in terapie a lungo termine. Una scelta interessante sono invece i cosiddetti condroprotettori come il condroitin-solfato e la glucosamina; questi farmaci possono essere utilizzati per lunghi periodi di tempo e non hanno particolari controindicazioni; alcuni autori suggeriscono inoltre l’utilizzo di integratori a base di acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6) per la loro azione inibitoria della conversione dell’acido arachidonico in eicosanoidi che sono promotori dei processi infiammatori.

La storia della Condroitina e della Glucosammina

La Glucosammina e la Condroitina sono usate in Europa da oltre venti anni per curare le patologie articolari, sia nell’uomo sia negli animali. Di recente, medici e veterinari negli Stati Uniti hanno iniziato a prescrivere questi prodotti ai loro pazienti con risultati molto soddisfacenti. Tali prodotti si sono dimostrati utili nei trattamenti contro le malattie invalidanti da osteoartrite che affliggono i cani di una certa età, in tutti gli USA. Queste sostanze sono considerate dei nutrienti, contenuti in gran parte negli alimenti e annoverati negli amino zuccheri. Gli studi americani su questi componenti si sono diversificati da quelli già preformati da tempo e compiuti in Europa. I risultati ottenuti hanno invogliato così le case farmaceutiche americane a produrre su larga scala delle linee di prodotti con a base tali sostanze e finanziare cospicuamente nuovi progetti di studio.

L’utilizzo della Glucosammina e della Condroitina si consiglia per prevenire l’insorgenza di complicazioni nella fisiologia articolare, a preservazione dello strato cartilagineo sopraosseo.

La maggior parte dei cani di una certa età possono essere interessati da diversi stadi di osteoartrite. Molti proprietari  attribuiscono all’età la perdita di performance del proprio animale senza però identificare la vera origine del problema, non valutando il reale danno apportato dall’osteoartrite. Situazione che si può invece ovviare con un’appropriata terapia a base di Glucosammina e Condroitina,

Glucosammina e condroitina, come agiscono?

Spiegare le funzionalità della Glucosammina nel contesto del biomeccanismo articolare non è così  semplice.  Giusto per semplificare, si può affermare che la cartilagine è un tessuto fibroso composto da diverse celle ed alcune di queste sono dette condrociti. Esse hanno la funzione di sintetizzare nuova cartilagine. A condizioni normali. la cartilagine è soggetta a rotture, ma al contempo viene sostituita con la nuova. Nei cani con displasia alle anche o in età avanzata, i condrociti non sono in grado di rimpiazzare la cartilagine deteriorata con la nuova in quanto privi della componente elementare necessaria. La Glucosammina fornisce appunto questi componenti elementari che sono in definitiva i costituenti di base per la sintesi della nuova cartilagine. La Glucosammina è il componente primario necessario per la produzione della sostanza detta glucosaminoglicano che combinata con l’acido ialuronico danno luogo alla sostanza proteoglicano. I proteoglicani ed il collagene sono i componenti primari della struttura cartilaginea.

La condroitina è anch’essa una componente basilare utile alla sintesi dei glucosaminoglicani,   comunque  il suo ruolo principale consiste nel combattere e degradare gli enzimi distruttivi nell’articolazione. C’è  sempre una certa quota di enzimi distruttori di cartilagine nell’articolazione, necessari per rinnovare il tessuto cartilagineo e il loro numero  è in crescita allorché si ha una rottura o un danneggiamento, allora si ha una riduzione dello strato di  cartilagine. La condroitina, se presente nella dieta quotidiana, aiuta l’articolazione controllando il livello di presenza di questi enzimi distruttivi.

Quali sono gli effetti collaterali?

Gli effetti collaterali sono molto blandi o trascurabili. Alle volte, se il dosaggio è alto, il cane può avere diarrea o vomito, cosa che si può alleviare riducendo il dosaggio o somministrando il prodotto contestualmente al cibo. Il prodotto una volta assunto per otto settimane a dosaggi più sostenuti, può essere ridotto se per uso continuativo (terapia di mantenimento). A questi prodotti si possono aggiungere vitamine o altri farmaci, è consigliabile però che il veterinario abbia il controllo di queste ulteriori somministrazioni.

Dov’è possibile acquistare Glucosammina e Condroitina?

Glucosammina e Condroitina si possono trovare in diverse forme. La Glucosammina pura o combinata con la Condroitina (generalmente sottoforma di condroitin-solfato) si può acquistare nei negozi di pet-food, nelle farmacie (oggi si usa anche l’acquisto online di prodotti per animali domestici). Non tutti i prodotti sono uguali, ma differiscono fra loro per il dosaggio, per la tipologia delle vitamine incluse e per la purezza dei componenti.

Nei prodotti designati per uso animale in aggiunta troviamo anche delle concentrazioni di acido ascorbico( vit.C) e di manganese. Ciò è dovuto al fatto che questi due ultimi componenti favoriscono nei cani l’assorbimento della Glucosammina e della Condroitina. Questi prodotti specifici per cani sono fortificati con sali minerali (selenio, zinco, ecc). Il prodotto più costoso inoltre non è necessariamente il migliore, occorre comparare gli ingredienti proprio per vedere cosa si paga.

COSEQUIN® TASTE HA

Protegge le articolazioni aiutando a rallentarne la degenerazione

Composizione: (per compressa): Glucosamina HCl (purezza > 99%) 400 mg –  Condroitin solfato (purezza 100 %) 300 mg –  Acido Ialuronico 15 mg – Stearato di magnesio 5 mg -Vitamine e provitamine

Indicazioni: COSEQUIN® TASTE HA è un mangime complementare raccomandato per cani con problemi articolari. E’ un prodotto che agisce su tutta l’articolazione, riducendo il dolore e restituendo rapidamente la funzione articolare. Il Condroitin-solfato e la Glucosamina aiutano a rallentare la degenerazione articolare. Hyal-joint® DS( conponente registrato), grazie al suo contenuto in Acido Ialuronico, contribuisce al corretto mantenimento del liquido sinoviale, essenziale per recuperare la mobilità articolare.

Modalità d’uso: Somministrare ai cani quotidianamente per 40 giorni, secondo il peso, e ripetere la somministrazione 2-3 volte all’anno secondo il parere del veterinario. Le compresse possono essere date in 1 unica somministrazione giornaliera.

0-10 kg → 1 compressa
10-20 kg → 2 compresse
20-40 kg → 3 compresse
>40 kg → 4 compresse